La forma e la ricetta!

Potremmo avere l’esatta idea della forma dei Tetiromeni Plakountes rodiensi, delle meravigliose e gustose frittelle realizzate con ricotta e mandorle? Difficile, o meglio magari tramite qualche raffigurazione o qualche rilievo si potrebbero desumere e identificare.

Ad esempio, una fonte potrebbe essere quella dei modellini di alimenti (da Agropoli, Magna Grecia)

Più facile il discorso relativo al reperimento della loro storia e di quella di altri preparati.

Che il cibo faccia sognare ad occhi aperti quando si ha fame o che faccia venire gli incubi la notte a causa della digestione, è innegabile.Magari non tutti sanno che dai sogni possono provenire delle ricette vere e proprie.Non ci credete?

Ecco i i Tetiromeni Plakountes rodiensi, delle meravigliose e gustose frittelle realizzate con ricotta e mandorle.Vado con ordine.

Il merito di questa ricetta va a Artemidoro, greco giramondo (di quello all’epoca conosciuto) che visse nel II secolo d.C.La sua opera più famosa, alla quale dedicò praticamente tutta la sua vita, fu incentrata sull’interpretazione dei sogni, cinque libri dal titolo Onirocritica (Ὀνειροκριτικά). Fu questo il motivo per il quale viaggiò molto e fu richiesto alle corti di molte città e paesi: interpretare i viaggi onirici.In qualità di orimante viaggiatore raccolse molti sogni, tanti dei quali a carattere gastronomico. Per Artemidoro ogni cibo aveva un unico e alto valore simbolico; ad esempio la cipolla: se l’alimento si presentava semplicemente in sogno conteneva un messaggio positivo, se mangiato, invece, era segno di cattivo presagio.Si diffusero così una serie di ricette propiziatorie in base anche al significato dei sogni. Tra queste, una proviene da Rodi, dove Artemidoro ospite al banchetto di un ricco mercante, interpretò come buon auspicio una scorpacciata di dolci, a base di ricotta, fatta nel sogno da una figlia del facoltoso ospite: i Tetiromeni Plakountes.

(Foto da Il giornale del cibo di un dolce generico alla ricotta)

Le informazioni, quindi, si possono ricavare da fonti che non necessariamente sono gastronomiche o culinarie. Non sempre sopra quella che a tutti gli effetti è una ricetta troviamo la parola “ricetta”.

In ogni caso, con il filologicamente accettabile, ecco una (delle tante) proposta di ricetta per realizzare e gustare i Tetiromeni Plakountes di Rodi.

Ingredienti:

* Pasta Phyllo

* Olio per friggere

* 200 g mandorle tritate*

1 kg di ricotta*

2 uova*

1 cucchiaino di Cannella

* 10 cucchiaini di miele

* scorza di 1 limone

Procedimento:

* preparare in una ciotola un composto con gli ingredienti presenti nella ricetta avendo cura di grattare la scorza di limone 😂 e non usare al momento le uova che serviranno dopo come anche la cannella;

* qui il problema! Che forma volete dare al vostro prodotto? In base a quello tagliate la pasta phyllo in strisce o in quadrati o a mezzaluna e nel centro mettere 1 cucchiaio di ripieno;

* ripiegate la vostra pasta in modo che il ripieno rimanga all’interno della forma che volete dare e chiudere bene i bordi

* fate ora entrare in campo le uova (passaggio non necessario) spennellando un poco sopra;

* nel frattempo vi ricordate che avevate messo in una padella l’olio a scaldare?

Bene ora potete cuocere i Tetiromeni Plakountes scolateli e serviteli ancora caldi;

fossimo a Roma e seguissimo una ricetta di Apicio, li serviremmo con una spruzzata di pepe sopra, ma visto che non è così, spolverateli con la cannella.

(Foto da lacuocaignorante.altervista.org)

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