Coca Cola …e sai cosa bevi!

Spesso mi sono chiesto quali sarebbero stati gli interrogativi che un archeologo del 5000 d.C. si sarebbe posto davanti al ritrovamento di una lattina di Coca Cola ancora chiusa. Nel mio gioco, ovviamente, l’archeologo non sarebbe stato a conoscenza della lingua presente sul contenitore, né avrebbe avuto alcuna fonte che ne raccontasse il canonico uso e la sua essenza da bevanda.
Lascio immaginare le interpretazioni più fantasiose che ne sarebbero scaturite vista anche la diffusione particolarmente importante evidenziata dai ritrovamenti di tale manufatto in diverse aree indagate.
Tornano alla realtà storica e tralasciando la fanta archeologia del futuro, trovo particolarmente interessante come la bevanda americana si sia radicata nel tessuto sociale di diverse nazioni, diventando bevanda imprenscindibile. Nella Germania , ad esempio, la produzione di Coca Cola iniziò nel 1929. Si diffuse rapidamente perchè bevanda consumata in grande quantità dopo la salita al potere dei nazisti. Come mai? I grandi raduni di massa nazisti rappresentavano un’ottima opportunità di commercializzazione. E così fu. La Seconda Guerra mondiale causò anche l’arresto della produzione della bevanda. Fa sorridere pensare che la bevanda americana, commercializzata nella Germania nazista, venne considerata dal regime stesso un elemento importante della “comunità popolare” (Volksgemeinschaft). Con l’arrivo delle truppe americane, la bevanda fu reintrodotta sul suolo tedesco, ma come?
Attraverso una campagna capillare di distribuzione. Il presidente della Coca Cola dell’epoca, Robert Wooddruff aveva delle ottime entrature a Washington e questo gli consentì di introdurre all’interno dell’esercito americano ben 148 “rappresentanti” con la qualifica di “Technical Observer”; dotati di regolare uniforme, tali “rappresentanti” potevano seguire i soldati americani in tutti i teatri di guerra.
Sostanzialmente, come da dichiarazione nel 1941 dello stesso Woodruff, i “rappresentanti” dovevano “accertarsi che ogni uomo in uniforme possa avere una bottiglia di Coca Cola per 5 centesimi, dovunque si trovi e qualunque sia il costo per la nostra azienda”. Bevanda e militari iniziarono ad andare a braccetto. Coca Cola come simbolo della liberazione. Dissetiamo i soldati e liberiamo i popoli. Le radici della Coca Cola piantate durante la guerra, diedero i loro frutti nel dopoguerra: ben 63 stabilimenti di imbottigliamento furono installati in giro per il mondo.
Tutto sommato, la lattina o la bottiglietta di Coca Cola sono un dato materiale decisamente interessante, hanno una storia da raccontare non solo come bevanda, come appena appurato e chissà che nel 5000 d.C quel liquido scuro non venga interpretato come un contenitore di qualsivoglia “liquido” sgorgato da una fonte sacra oggetto di pellegrinaggi! Alla stregua delle fiaschette di Santa Mena. p.s. Non so per Voi, ma io trovo più gustosa e buona quella nella bottiglietta di vetro.

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