Etnoarcheologia e pane solare

Si fa presto a dire archeologia!

Riprendo, dopo tanto tempo i post relativi alla ricerca archeologica ai suoi metodi e alle discipline afferenti a questo immenso mondo chiamato archeologia. Ma come sempre parlerò di cibo.

Cos’è l’etnoarcheologia?

Vado per gradi: l’etnoarcheologia è un campo di studi. Fin qui penso che nessuno abbia nulla da obiettare. L’ etnoarchoelogia si basa sul confronto, ma il confronto non è una caratteristica unica di questa disciplina, perché anche in altri ambiti ci si basa sulla tecnica del confronto. Penso, ad esempio, quando ci si trova davanti ad un oggetto e non si riesce a collocarlo immediatamente in un arco cronologico o in un contesto preciso. Si necessita di alcuni suoi simili per riconoscerlo. A ben pensarci sul confronto si basa tutto l’impianto della classificazione tipologica: questo lo metto lì, insieme a quello perché…si assomigliano! Banalizzo? Forse, ma non troppo.

In che modo l’etnoarcheologia usa il confronto? Si parte da un assunto ben preciso, ovviamente intriso di un paradigma culturale dominato dal concetto di evoluzione (personalmente preferisco usare più il termine “trasformazione” in ambito archeologico, lo trovo meno denigratorio); il concetto alla base è che le società tradizionali del mondo moderno assomiglino alle società preistoriche, quindi se la ricerca archeologica si avvale di osservazione, analisi e relativa interpretazione di quanto accade ora, in alcuni contesti con caratteristiche particolari,  potrebbe dare delle risposte alle domande che le antiche civiltà pongono! Insomma, si tenta di non mettere tutti i manufatti che non trovano una spiegazione immediata nella categoria “oggetti votivi” (battuta che gli archeologi, a denti stretti, dovrebbero cogliere). Scherzi a parte, si tenta di fornire delle risposte ai processi produttivi grazie all’osservazione di società non toccate o minimamente toccate dalla tecnologia “industriale”. Sto supersemplificando, lo so, ma è un post su un blog che spera di mettere solo curiosità e interesse. E allora a questo punto, calo due definizioni “alte”:

L’etnoarcheologia rappresenterebbe un campo sperimentale per determinare la validità o meno di ipotesi che derivano dall’archeologia (nella visione di antropologi francesi della scuola di A. Leroi – Ghouran)L’etnoantropologia è l’osservazione di un comportamento umano all’interno di un determinato contesto che consente all’archeologia di organizzare la propria documentazione e relativa interpretazione dei dati (secondo L.R. Binford)

Per dirla a parole mie: per capire cosa era e come veniva prodotta una tipologia di pane nell’Antico Egitto, che compare rappresentato nelle raffigurazioni,  non posso non osservare come in alcune zone limitrofe a Luxor oggi venga prodotto il cosiddetto pane solare, fotografare il tutto (in questo post uso sia una mia foto sia la foto di un amico), parlare con chi lo produce e assaggiarlo!

Al momento quello che ho desunto è che ci sono tre tipologie di realizzazione del pane solare:

inizio lievitazione sotto il sole e poi cottura al forno;parte della cottura in forno e terminato sotto il sole;cottura diretta su pietra sotto il sole.

Ps.

Le varianti locali, anche a pochi chilometri di distanza, determinano delle differenze o sfumature interessanti.

Ps. II

Sui forni  ce ne sarebbe da raccontare.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...