La manna

“La casa d’Israele la chiamò manna. Era simile al seme del coriandolo e bianca; aveva il sapore di una focaccia con miele.” (Esodo 16, 31)

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La storia la conosciamo. Il popolo di Israele, in marcia nel deserto, termina le provviste e Dio, ascoltando le lamentele , al mattino fa trovare la manna e “Al tramonto mangerete carne […]; saprete che io sono il Signore vostro Dio”. 13 Ora alla sera le quaglie salirono e coprirono l’accampamento”. (Esodo 16, 12-13).

Molti artisti rappresentarono il tema della raccolta della manna detto anche il cibo degli angeli come si può evincere dal meraviglioso dipinto di Guido Reni (sopra), La Caduta della manna, del 1615, presente nella Cappella del Santissimo sacramento del Duomo di Ravenna.

Due angeli, infatti,  fanno la loro comparsa tra le nuvole e lasciano cadere dalle loro mani la manna.

Sotto il popolo di Israele,  che su indicazione di Mosè, rappresentato avvolto in una grossa toga di color rosso accesso,  raccoglie la manna in panieri e brocche nella giusta quantità, per soddisfare esclusivamente il fabbisogno quotidiano senza avanzare il materiale caduto dal cielo.

Piccola digressione: notate che Mosè è dotato di “corna”? Nel Libro dell’Esodo (34-29) troviamo la probabile risposta: “Poi Mosè scese dal monte Sinai. Egli aveva in mano le due tavole della testimonianza quando scese dal monte. Mosè non sapeva che la pelle del suo viso era diventata tutta raggiante mentre egli parlava con il Signore”. Un incontro con Dio non può non lasciare la pur minima traccia visibile; infatti, la faccia di Mosè era raggiante, emetteva luce.

I primi traduttori della Bibbia, e  condizionarono per secoli l’immaginario della gente e soprattutto degli artisti che si occupavano di realizzare temi sacri, pare che abbiano confuso il termine ‘ebraico “karan” o “karnaim“, “raggi”, con “keren“, “corna”. E il povero Mosè fu trasformato in un bovino!

Torno al menù non vario ma perlomeno sostanzioso: manna e quaglie, o meglio focaccia di manna e quaglie allo spiedo.

Che sapore aveva la manna? Le venne inizialmente attribuito un gusto generico di focaccia al miele, bianca e dolce ma i testi sono tutti concordi; infatti, nel Midrash (commento alle Scritture), dove comparte un approfondimento sull’argomento manna si apprende che : “un giovane uomo ravvisò il gusto del pane, un vecchio il gusto del miele e un bimbo il gusto dell’olio”.

Parrebbe, quindi, che il gusto della manna cambiasse da persona a persona in base ai gusti personali o a ciò che in quel momento avrebbe desiderato gustare.

In sostanza, il gusto della manna biblica non lo sapremo mai, però, possiamo ipotizzare cosa potesse essere quella manna caduta dal cielo?

Con ogni probabilità erano le spore di un lichene trasportate dal vento. La manna ‘che venne dal cielo’ si pensa possa essere il Lecanora esculenta, elemento tipico del Medio Oriente. Ancora oggi, con questi semi, una volta caduti dal cielo e macinati, i nomadi realizzano delle focacce.

Dopo le corna di Mosè, svelato anche il miracolo della manna?

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Bernardo Luini – la raccolta della Manna.

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