Teganópsomo e padelle!

Se vi capita di andare al Museo Archeologico di Atene, al piano terra, seguendo il percorso consigliato, a destra della prima sala grande si apre un corridoietto dove è esposto anche il materiale cicladico. Dopo qualche vetrina potrete imbattervi in queste strane padelle. Si perché proprio di padelle si tratta.

Sono una delle produzioni peculiari delle Cicladi. Sono molto antiche, infatti risalgono al 2800 – 2500 a.C. circa, tendenzialmente sono state realizzate in argilla, qualche esemplare, poche, in pietra e sono caratterizzate da una articolata e variegata decorazione della parte inferiore, quella che sarebbe rimasta a contatto con la brace per la cottura.

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Gli studiosi le hanno definite:  frying pans vassels.

Sono padelle a tutti gli effetti anche se ritrovate in contesti funerari. Servivano sia per realizzare leccornie per le divinità ma erano in uso nelle cucine delle upperclass.

Tra le offerte di maggior successo alle divinità, nell’Antica Grecia avremmo trovato diversi tipi di pane tipo il teganópsomo, che si può ancora gustare ai giorni nostri, ovvero un impasto di pane che viene fritto in una padella e arricchito con miele e i consueti semini di sesamo che spesso si ritrovano sui “dolcetti” realizzato come offerte votive.

Ecco a voi un bell’esemplare e buonissimo di teganópsomo che ho provato grazie alle sapienti doti culinarie della sig.ra Katherini che vive a nord dello stretto di Corinto, nella piccola cittadina di Galaxidi.

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Torno un secondo su quella che viene, giustamente, definita decorazione della parte piatta della padella.

I disegni, o meglio le incisioni che sono state realizzate formano dei motivi decorativi molto accattivanti, affascinanti, in alcuni casi sono anche ipnotici.

La domanda che mi sono posto è: a cosa servivano quelle decorazioni?

Erano solo ornamentali? Non penso proprio. In quanto la parte decorata era destinata ad andare a contatto con la brace del fornetto e più raramente sulla fiamma libera.

Quindi?

 

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Vi propongo un’ipotesi, la butto lì , è una delle mie solite ipotesi alla Archeoricette che poi, tutto sommato, non sono mai così campate in aria.

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E se quelle decorazioni, molto belle, fossero state realizzate per ottenere una superficie antiscivolo?

Gli ambienti in cui venivano utilizzate erano comunque o rituali o nelle case nobiliari, e in questi due contesti i materiali presenti dovevano essere di alta qualità sia funzionale sia di design.

Che ne dite?

(Tutte le foto sono mie)

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