Il caso della sorella

Il caso è il grande regista della storia dell’umanità. Per lo meno lo è per le scoperte archeologiche più interessanti. Nel 1887, un’anziana signora egiziana, abitante di qualche villaggio della zona, era alla ricerca di sebakh, il composto nitroso in cui si trasformano i mattoni crudi di fango che venivano usati nell’architettura domestica e o pubblica nell’Antico Egitto. Solo i templi e altre rare strutture erano realizzate in pietra tagliata.
Sempre nel 1887, la nostra contadina egiziana, l’anziana signora, alla ricerca di questo composto che veniva utilizzato in agricoltura per l’arricchimento dei terreni poveri, effettua, inconsapevolmente, una scoperta  interessante, soprattutto da un punto di vista della documentazione delle relazioni internazionali di un determinato periodo della storia egizia.

amarna

La vita dell’anziana signora poco cambiò, anche da un punto di vista economico, perché cedette per una cifra irrisoria il materiale ritrovato a un suo vicino, ma ha cambiato  la nostra conoscenza del mondo del Vicino Oriente permettendo di scrivere o confermare nuove e altre pagine di Storia.
In una zona del Medio Egitto, nei pressi dell’attuale sito di Tel el Amarna, il caso fece scoprire da un’anziana contadina quelle che passeranno alla storia come le famose “lettere di Amarna”.
Lettere nel senso di corrispondenza, perché il supporto su cui erano stati realizzati i testi erano in argilla e redatti in cuneiforme.

La presenza di questi segni, fecero propendere sia i commercianti sia gli egittologi dell’epoca per dei falsi, perché le scritte erano decisamente insolite rispetto alle grafie con cui venivano redatti i testi dagli antichi Egizi. Eppure, il caso, che non vede e non sente, superò anche l’ignoranza e fece arrivare il materiale a uno studioso incaricato dal British Museum di acquistare tutto quanto poteva arricchire le collezioni del museo londinese; lo studioso stabilì che quei strani segni incisi sulle tavolette d’argilla altro non fossero che lettere in accadico, la scrittura internazionale dei grandi imperi dell’antichità.
Eccoci di fronte alla corrispondenza diplomatica risalente al XV secolo a.C. tra i faraoni e i sovrano di tutto il Vicino Oriente.
Oltre a convenevoli istituzionali, richieste di aiuto e interventi, lamentele e quanto altro possano essersi inviati i potenti del II millennio a.C., c’è una richiesta molto particolare formulata da Kadashman-Enlil I, re babilonese. Nel 1370 a.C circa invia una lettera ad Amenhotep III per avere notizie della sorella entrata nell’harem del faraone, di cui si è persa completamente traccia!

 

P.s.

Al British Museum arrivarono soltanto 82 delle circa 350 tavolette rinvenute, altre 192 andarono invece al museo di Berlino, una cinquantina rimasero al Cairo e una ventina furono disperse in altre collezioni.

Con la scoperta di questo archivio, Tell el-Amarna, fu identificata con l’antica Akhetaton, la città residenza di Akhenaton  (1372-1354 ca. a.C.) e sede del nuovo culto solare, dove furono trasferiti anche gli archivi reali, suoi e del padre Amenofi III (1413-1377 ca. a.C.).

 

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