La cacciata dei mercanti

Giotto ne realizzò un capolavoro: La Cacciata dei mercanti dal Tempio. Un affresco, databile al 1303-1305 circa,  che fa parte del ciclo della Cappella degli Scrovegni a Padova. Ma non solo Giotto si cimentò con questo episodio della vita di Gesù, ovviamente.

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L’argomento in questione è la famosa cacciata dei mercanti dal tempio riportata da tutti e quattro i Vangeli. Con le solite piccole differenze e sfumature, in ogni caso, questo episodio, diventato un tema iconografico molto rappresentato nei secoli, e rientrato a pieno titolo elemento di analisi  per gli studiosi della storia dell’arte, è stato raccontato da tutti e quattro gli evangelisti.

“Gesù entrò poi nel tempio e scacciò tutti quelli che vi trovò a comprare e a vendere; rovesciò i tavoli dei cambiavalute e le sedie dei venditori di colombe e disse loro: “La Scrittura dice: La mia casa sarà chiamata casa di preghiera ma voi ne fate una spelonca di ladri”. (Matteo, 21 12-14)

“Andarono intanto a Gerusalemme. Ed entrato nel tempio, si mise a scacciare quelli che vendevano e comperavano nel tempio; rovesciò i tavoli dei cambiavalute e le sedie dei venditori di colombe 16e non permetteva che si portassero cose attraverso il tempio. Ed insegnava loro dicendo: “Non sta forse scritto: La mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutte le genti? Voi invece ne avete fatto una spelonca di ladri!”. L’udirono i sommi sacerdoti e gli scribi e cercavano il modo di farlo morire. Avevano infatti paura di lui, perché tutto il popolo era ammirato del suo insegnamento. Quando venne la sera uscirono dalla città. Andarono di nuovo a Gerusalemme. E mentre egli si aggirava per il tempio, gli si avvicinarono i sommi sacerdoti, gli scribi e gli anziani e gli dissero: “Con quale autorità fai queste cose? O chi ti ha dato l’autorità di farlo?”. Ma Gesù disse loro: “Vi farò anch’io una domanda e, se mi risponderete, vi dirò con quale potere lo faccio. Il battesimo di Giovanni veniva dal cielo o dagli uomini? Rispondetemi”. Ed essi discutevano tra sé dicendo: “Se rispondiamo “dal cielo”, dirà: Perché allora non gli avete creduto? Diciamo dunque “dagli uomini”?”. Però temevano la folla, perché tutti consideravano Giovanni come un vero profeta. Allora diedero a Gesù questa risposta: “Non sappiamo”. E Gesù disse loro: “Neanch’io vi dico con quale autorità faccio queste cose”. (Marco, 11 15-33)

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“Entrato poi nel tempio, cominciò a cacciare i venditori, dicendo: “Sta scritto: La mia casa sarà casa di preghiera. Ma voi ne avete fatto una spelonca di ladri!”. Ogni giorno insegnava nel tempio. I sommi sacerdoti e gli scribi cercavano di farlo perire e così anche i notabili del popolo;  ma non sapevano come fare, perché tutto il popolo pendeva dalle sue parole.” (Luca, 19 45-47)

“Si avvicinava intanto la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe, e i cambiavalute seduti al banco. Fatta allora una sferza di cordicelle, scacciò tutti fuori del tempio con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiavalute e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: “Portate via queste cose e non fate della casa del Padre mio un luogo di mercato”. I discepoli si ricordarono che sta scritto: Lo zelo per la tua casa mi divora. Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: “Quale segno ci mostri per fare queste cose?”. Rispose loro Gesù: “Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere”. Gli dissero allora i Giudei: “Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?”. Ma egli parlava del tempio del suo corpo. Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù. (Giovanni 2 13-25)

Nel descrivere l’episodio, sacerdoti e catechisti, storici dell’arte e appassionati sono soliti fermarsi a un’analisi superficiale:  una semplice descrizione di ciò che viene raccontato nei vangeli o è stato realizzato dall’artista di turno. Quindi, per esempio, si cita il luogo che corrisponde al Tempio di Gerusalemme e l’azione: Gesù si scaglia contro i mercanti che infestano il luogo sacro.

Spesso nelle rappresentazioni iconografiche emerge lo stupore degli apostoli mentre Gesù fustiga i mercanti o ribalta i tavoli dei cambiavalute. Le scene si completano con i poveri animali che scappano e tutto ciò che occorre per arricchire  un quadro che deve essere dinamico e che racconti un evento drammatico e importante.

Bene!

Ma tutto questo, ha un senso?

Ma soprattutto, il significato che si attribuisce a tale episodio, usato anche come metafora in altri ambienti e per altri argomenti , è quello corretto?

Gesù era un ebreo. Come affermo spesso, forse si considerava il vero ebreo e i suoi pure.

Gesù, i suoi discepoli e tutti coloro che si aggregarono a loro rappresentavano uno dei tanti rivoli di spiritualità presenti nel I secolo d.C   in quella che chiamo per comodità Palestina. Siamo troppo abituati al ristretto elenco di “sette” riportateci da Flavio Giuseppe per poter comprendere  la parcellizzazione e l’esistenza dei molteplici movimenti esistenti in quel mondo giudaico.

Per farla breve, perché questo è solo un post, perché Gesù avrebbe dovuto cacciare i mercanti che come spesso leggiamo e sentiamo “infestavano” il luogo sacro quando la loro presenza era necessaria affinché in quel luogo sacro si svolgesse correttamente la liturgia che implicava i sacrifici di animali?

Sento già le vostre risposte. Non affermo che siano sbagliate, ma sono ovviamente condizionate dalle interpretazioni fornite successivamente quando fu “costruita” la nuova religione cristiana. Ci possono aiutare? No

Quindi? solo ed esclusivamente da un punto di vista di ricostruzione storica, ha senso la cacciata dei mercanti dal Tempio?

Per rispondere a questa domanda, dovrò scrivere altri post (se riuscirò) dove ad esempio dovrò raccontare cosa esattamente era e rappresentava il Tempio di Gerusalemme ai tempi di Gesù.

 

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