Piramidi, ancora piramidi 

È un momento in cui, vuoi una bufala, vuoi una ricerca condotta con tecnologia nuova, le piramidi d’Egitto, sono per l’ennesima volta al centro dell’attenzione. Bene! Mah! Boh! Forse sì o forse no. Il dibattito che si è aperto, soprattutto sulla vicenda “rilevate nuove stanze che emanano calore” la trovo strucchevole. “Eccolo lì” penserete voi “il solito che deve staccarsi, prendere le distanze, quello che fa il dandy annoiato che tutto è già stato detto e ridetto”. Si anche. Dal mio punto di vista, venissero fuori 3 stanze e cucina dalla piramide di Cheope o anche solo 10 armadi a muro, poco mi cambia, perché indipendentemente da cosa ci sia dentro, dalla sua funzione per l’utilizzatore finale, da chi l’abbia costruita (ufi compresi) non si risponde ad un unica e vera domanda: come furono costruite. E a cascata che tipo di organizzazione di cantiere attuarono, quali gli studi preparatori, etc etc. Come furono realizzate le decorazioni delle facciate esterne, quale l’apparato iconografico se esistente, etc etc. Insomma cose interessanti, non le solite quattro informazioni o ipotesi già sentite, vecchie e anche un po’ stantie. Insomma (2) avete idea quanto tempo avrei passato a guardare quel cantiere? Eh! Comunque se vi interessano le piramidi e anche le pentole, vi consiglio questo libro (autopromozione) 

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