Le piramidi viste dagli Arabi (1)

I blog, come i computer, sono dei “butta dentro”. Idee, spunti, frasi possono trovare una collocazione virtualmente fisica per poter essere, dopo aver subito un minimo di restyling, immediatamente pubblicati e condivisi.
Un blog, in particolare, è un ottimo block-notes che per sua natura, però, può diffondersi ovunque.
Da anni ho in mente di scrivere sull’Egitto post faraonico, post lagido, post bizantino.
Dunque, eccomi qui a scriverne a pezzi…e poi chissà se tutto il materiale che sto “buttando dentro” non venga raccolto in un unico file!
Il generale Amr ibn al -As, al comando di circa quattromila uomini a cavallo, entrò in Egitto nel 639. Due anni dopo ebbe la meglio sull’esercito bizantino conquistando la fortezza di Babilonia, situata nella parte meridionale della ancora non esistente città del Cairo(1), fondata poi nel 969 da Abū al-Ḥasan Jawhar ibn ʿAbd Allah.
Sempre nel 641 gli Arabi si spinsero alla conquista del Fayyum, dell’Alto Egitto e assediarono Alessandria d’Egitto. La capitale dell’Egitto bizantino capitolò senza presentare una particolare resistenza. La storia ci racconta che la resa definitiva dell’Egitto fu sancita con la firma del trattato che vedeva come firmatari il generale Amr ibn al – As e il patriarca melchita copto Ciro, meglio conosciuto con il nome arabo di al-Muqawqis.
All’epoca, il califfo alla guida della nascente potenza islamica era Umar ibn al-Khattab, che regnò dal 634 al 644, dal soprannome molto evocativo di Amıˆr al-Mu’ minıˆn il Comandante dei fedeli.
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Da quel momento, gli Arabi iniziarono un’attenta osservazione, studio e interpretazione delle piramidi anche con diversi tentativi di esplorazioni interne soprattutto nella Grande Piramide.
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(continua…)

(1)

Il Cairo in quanto tale, ovvero centro urbano denominato al-Qāhira (al-madīnat al-qāhira, “la città soggiogatrice”) fu fondato dal fatimide  Jawhar al-Siqilli che conquistò il potere soggiogando  la dinastia ikhshidide legata al califfato abbaside. La città fu fondata a ridosso dei precedenti insediamenti arabi di Fusṭāṭ (epoca del califfato “ortodosso”), di al-ʿAskar (età abbaside) e di al-Qaṭāʾiʿ (età tulunide). I fatimidi erano sciiti e il ben augurante nome dato alla città identificava bene l’intento politico di assoggettare il mondo islamico, detronizzare il califfato abbaside (sunnita) considerato usurpatore.

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