La noia aggettivizzata di GU

Le prime forme di noia di heideggeriana memoria sono: “il venire annoiati da…” e “l’annoiarsi di…”
Reputo che la noia sia un problema personale. Una forma di interiorizzazione che non deve essere imputata ad altri tranne che a sé stessi. Se mi annoio è un problema mio. Come l’inquietudine, in fondo. Non sono gli altri che mi rendono inquieto, non sono gli altri che mi annoiano. Sto mentendo. Parzialmente. Nel senso che non dovrei “farmi annoiare da” e non dovrei “annoiarmi di”. Di cosa?
Non dovrei farmi annoiare dagli inutili slanci di pathos mal risposti degli appassionati dell’ultima ora, anche se non sono proprio di “primo pelo”. Gli appassionati che mitizzano! Ecco, forse rende meglio l’idea. (Esiste una categoria peggiore di appassionati, quelli di pancia, quelli che ora si esaltano per questo poi dopo dieci minuti si esaltano per altro).
No, non sono un cinico! Sono un entusiasta moderato, esattamente come sono un ottimista consapevole.
Però patisco alcune forme di entusiasmo che viene coniugato dai “sospiranti”. Chi sono i sospiranti? Coloro che necessariamente, indipendentemente dall’oggetto delle loro brame, lo categorizzano nella sfera del bello, quindi analizzabile tramite canoni estetici.
I sospiranti sono anche “aggettivizzanti” (io sono avverbiante): coloro che infarciscono di aggettivi una frase per rinforzare in maniera evidente la loro brama sospirante alla bellezza.
Non sono cinico e so perfettamente che un oggetto può suscitare emozione. Ciò che patisco è l’interpretazione forzata che ne viene realizzata. Questo appare evidente nel fantasmagorico mondo dell’arte e di alcune sfere dell’archeologia, soprattutto dove non si è reciso il cordone ombelicale con la storia dell’arte, ma questo mio pensiero non è nuovo (ad esempio http://archeologitrepuntozero.com/2012/11/01/il-sindaco-che-non-e-un-sindaco-e-non-era-neanche-cosi-bello/ o http://archeologitrepuntozero.com/2014/09/16/il-riccciolo-di-costantino-di-gu/ ).
Però i sospiranti non fanno parte di quel mondo. Eccome, sono stati creati proprio da quel mondo!

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Infatti, purtroppo, la colpa è dei cinici, ma io non sono cinico. La colpa è di quelli che per combattere la categoria dei “sospiranti e aggettivizzanti” si sono chiusi all’interno del fortino della sterile e meccanica descrizione; dove però non c’è respiro, spessore, è tutto appiattito. Ma qualche riga prima ho dichiarato che i sospiranti vengono creati dai cinici. Qualcosa non quadra. Certo che no, siamo nel 2015, dovremmo essere più “evoluti”, avere un atteggiamento ormai equidistante dallo sterile illuminismo e dal male interpretato romanticismo. Ecco la mia solita invettiva: dovremmo uscire dal finto mondo sognante disneyliano e sognare in maniera reale (che non è in contrapposizione con il sognare, aspirare…).
Da un lato verrebbe da affermare: “Aggettivizzanti sospiranti, uscite dal panneggio”, dall’altra “archeologi uscite dalle US”.
Esiste la via di mezzo, come in tutte le cose, però capisco ma non condivido, l’atteggiamento di chiusura quando si leggono frasi del tipo: “l’occhio ammiccante della statua”.
Ammiccante? Ammicca a cosa? A te che stai sospirando! Soprattutto se la statua, ad esempio, è in piena espressione di un atteggiamento guardingo perè è ciò che gli antichi volevano rappresentare o il soggetto realizzato è tutto tranne che afferente alla sfera simbolica dell’ammiccamento.
Però, la descrizione accurata e particolareggiata dello stesso occhio che non è più ammiccante, guardato con il filtro dello studioso “da laboratorio” , porta solo a una sterile e pedante analisi tecnica.
E’ solo colpa mia, ripeto, sono io che mi annoio, sia in un caso sia nell’altro. Però mi viene da difendere (si fa per dire) quelli all’apparenza più noiosi, ovvero i cinici, quelli che ricoprono un ruolo in un certo ambiente: da loro ci si aspetta che essendo dichiaratamente cinici non cambino atteggiamento, e così è! Detengono il sapere. Sono i sospiranti, invece, che riservano le sorprese più interessanti, perché gli capita, ma solo quando gli fa comodo, solo quando in qualche modo pur non detenendo nessun tipo di ruolo all’interno del mondo della cultura, tranne che di essere appassionati (ma ben vengano, altrimenti a chi ci si rivolge), non so a che titolo (forse di appassionato), si autoproclamano cinici.
Generoso Urciuoli

p.s. Sono spocchioso? NO sono semplicemente annoiato! 🙂
p.s.II Ci sono molti sospiranti professionisti…alcuni sono riusciti a farne una carriera.
p.s.III fazioso e polemico questo post!

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