Un buon ufficio stampa! di G.U.

Purtroppo, spesso, sento ancora: “Non essendo citato dalle fonti…ne escludiamo l’esistenza”. Per un appassionato di cultura e dati materiali come me, ogni volta ascoltare quell’affermazione è una sorta di stilettata urticante per le orecchie. Fortunatamente non applico lo stesso paradigma, anzi, volentieri affermo: “Se al momento non è stato ritrovato nessun dato materiale…questo non ne presuppone a priori l’assenza”.
Come la mettiamo, ad esempio, e so che tutti siete lì a farvi questa domanda, sulla questione relativa a chi introdusse la pratica del monachesimo in Palestina?
Se ci limitassimo alle fonti, non ne avremmo uno solo, bensì due (sempre che si debba necessariamente andare a scovare l’ inventor) e basta, con una certezza a dir poco sorprendete!
Gerolamo, dottore della Chiesa, identifica Ilarione come l’iniziatore del monachesimo palestinese. Ilarione fu un santo anacoreta celebrato dal dotto teologo in un sua Vita, opera di carattere agiografico scritta nel 390 d.C.. Insieme al fondatore del monachesimo, Gerolamo individua anche la regione di Gaza come primo ambito di diffusione del nuovo fenomeno religioso.
Per l’anonimo autore della Vita di Caritone, invece, opera redatta nella seconda metà del VI secolo, il primato spetta proprio a questo Caritone, monaco dell’Anatolia, e alle sue fondazioni di tipo eremitico nel deserto di Giuda.
san saba
Se ci basassimo solo sulle prime attestazioni scritte sul fenomeno del monachesimo palestinese, come potremmo analizzare o considerare le altre forme di vita monastica presenti nella Terra Santa nel IV sec. d.C?
La battuta viene spontanea: da sempre l’uomo necessita di un buon ufficio stampa che comunichi e che faccia arrivare l’informazione.
Come è possibile che entrambe le fonti ignorino tutte le altre forme di vita monastica nella Terra Santa del IV secolo? La risposta seria è che in tutti e due i casi (l’opera di Girolamo e dell’Anonimo) i testi sono lavori di carattere agiografico, con lo scopo preciso di rivendicare i meriti dei rispettivi “eroi”.
Come oscurare ai posteri l’esistenza di altre realtà? Non citandoli! E la storia ne cancella le tracce per sempre…
Fortuna che poi, l’archeologia, con tutti i limiti sia ben chiaro, e le scoperte archeologiche, possono ampliare, di molto, il panorama degli “eroi”!
Generoso Urciuoli

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