LA STRADA NEL DESERTO.. VERSO LA CITTA’ DEL PANE di M.B.

Quando si pensa all’Egitto spesso si pensa al deserto, anche se generalmente per le visite ci si concentra sempre nella zona lungo il Nilo..ebbene per una volta questa storia immaginatevela nel deserto egiziano, il Deserto Occidentale.

Luxor, monumentalità, turisti, le voci urlanti che ti chiedono una mancia ‘bakshish’, o che ti invitano sul calesse ‘kalesh, kalesh’, il Nilo, i traghetti…ebbene nel 1992 John Coleman Darnell, e sua moglie Deborah iniziano la loro indagine lasciando tutto questo alle spalle e buttandosi verso il deserto..là dove soffia il خمسين khamsīn, il cui nome significa ‘cinquanta’, come i giorni in cui, secondo la tradizione, spirerebbe. Ma spesso 50 sono anche i gradi che li si raggiungono..ed è lì che iniziano la loro ricerca sulle strade del deserto, è lì che fanno le loro escursioni, cercando di portarsi dietro sempre più acqua possibile. Chissà l’incredulità dei colleghi, sembra quasi di sentirli: ‘troveranno solo qualche coccio’ ed è invece lì sulle strade del deserto che scoprono una mole di dati interessanti, iscrizioni di 3800 anni con la più antica scrittura alfabeta fonetica conosciuta al mondo, avamposti del Medio Regno e Periodi Intermedi (tra il 2125 a.C. e il 1650 a.C) che testimoniavano l’importanza del traffico che scorreva lungo la ‘Strada Girga’, che si estendeva 110 miglia a ovest da Tebe sino all’oasi di Kharga, …ed è lì che scopriranno una città… Umm Mawagir, che controllava un crocevia nevralgico delle rotte commerciali. ‘Umm Mawagir’, che significa ‘memorabile’, venne denominata “la Madre degli Stampi per il pane”, dal momento che la produzione del pane era fatta su larga scala; nel 2005 scoprirono i resti di un grande panificio industriale, forme e stampi per la cottura del pane, quasi mezza tonnellata di stampi rotti in soli 16 mq, e successivamente le rovine di edifici amministrativi, due forni per la cottura di grandi dimensioni, un mortaio per la pilatura e numerose pietre per macinare.

Tra le varie forme per la cottura del pane, alcuni stampi erano grandi e di forma circolare, altri erano doppi stampi, come quelli usati ancora oggi in Egitto. Tutto questo pane, così tanto da sfamare un esercito, a chi andava? Beh a un presidio militare! Sono state trovate anche pentole rotte fatte con argilla locale ma anche con argilla nubiana, che indica la presenza di soldati nubiani, soldati molto apprezzati dai faraoni.

Nella città del pane in mezzo al deserto c’è ancora molto da scavare…ma questa scoperta dimostra quanto in Egitto ci sia ancora da scoprire..e che spesso le strade meno battute..da qualche parte portano!!

Marta Berogno

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