Senza scopo di G.U.

Ad un certo punto, sulla strada dell’archeologia, della sua ricerca di identità e di un modello di riferimento, spunta Hodder con il suo “Symbols in action. Ethoarchaeological studies of material culture”. Correva l’anno 1982.
Il ribaltamento del concetto di cultura materiale è forte e il ruolo dell’etnoarcheologia diventa fondamentale come medium per guardare “tridimensionalmente” gli antichi.
Per Hodder la cultura materiale non è un indice del comportamento umano ma ne individua la trasformazione di quel comportamento. La cultura materiale non è un prodotto della convenienza e per tal motivo l’uomo va studiato in modo olistico (atteggiamenti, mentalità, rapporto con il territorio, etc) ma senza lo scopo di individuarne dei comportamenti finalizzati a uno scopo.
Questa visione di Hodder ha rappresentato un tassello importante per la formazione delle cosiddette teorie postprocessuali. E questa è un altra storia.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...