Un piccolo peristilio nel Grande Palazzo di G.U.

Andare a Istanbul per uno laureato in Civiltà Bizantina è come tornare a casa. Andare a Istanbul per uno che per anni e anni si è intrattenuto con le opere di Procopio è come mangiare un Balik sorseggiando del cay sul ponte del Bosforo.

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Il problema, però, che per un archeologo il cui interesse di ricerca è il periodo definito protobizantino, andare a Istanbul è un po’ deludente, perché purtroppo poco è rimasto a documentare quell’epoca (meno male che c’è Procopio con il suo De Aedificiis) . Però andare a Istanbul è sempre andare a Istanbul, quindi, al netto delle antichità protobizantine, ne vale la pena!
In ogni caso, oltre alla meravigliosa Cisterna Basilica, luogo suggestivo fatto realizzare da Giustiniano nel 532, dove appare evidente la capacità di riutilizzo del materiale, c’è un sito – museo archeologico che vale la pena di vedere: il Great Palace Mosaic Museum.
Avvertenza e difficoltà: andare a vedere un sito archeologico (qualunque) così “a freddo” senza nessun tipo approfondimento sul discorso, senza aver visto una ricostruzione grafica, rischia di non far apprezzare anche quel poco che si è conservato. Nonostante la bellezza dei mosaici presenti, infatti, il Great Palace Mosaic Museum, potrebbe sembrare un semplice luogo dove sono stati trovati dei pavimenti di una struttura antica. Ma che parte era di quella struttura? Qui, l’immaginazione deve fare da padrona. Bisogna allontanare lo sguardo, alzare la prospettiva e farsi catturare dalla ricostruzione virtuale che la nostra mente è capace di attuare.
Contestualizziamo: del Grande Palazzo faceva parte il peristilio con mosaici oggi visitabili nel museo presso l’Arasta Bazar. Quindi i mosaici sono una piccola parte di quello che era il Grande Palazzo, voluto dall’imperatore Costantino e fatto realizzare sul modello del Palazzo di Diocleziano a Spalato. Detto anche il Sacro Palazzo, questa struttura si estendeva per 100.000 mq fra l’Ippodromo e il Mar di Marmara, su almeno sei piani terrazzati. Per ottenere il livellamento verso il mare furono realizzate sostruzioni imponenti.

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Purtroppo di questa immensa struttura sono rimaste poche tracce, anche se l’area è ancora oggetto di studio e ricerca.
Torniamo al nostro peristilio e ai suoi mosaici, che così contestualizzato diventa improvvisamente un elemento di grande suggestione. Le scene rappresentate, circa 75, allineate grosso modo su quattro registri, sono osservabili dal lato interno del peristilio.

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Le tematiche iconografiche riscontrabili sono tendenzialmente:
– scene di vita quotidiana, 15 episodi con particolare riferimento al mondo
agricolo-pastorale

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– su attività ludica
– sulla caccia e i combattimenti tra animali reali o fantastici
– su agoni circensi
– su animali, reali e fantastici
– sulla mitologia e l’allegoria tipo Bellerofonte e la Chimera, figura seminuda,
Satiro che porta sulle spalle un fanciullo, Sansone che lotta con il leone
– su architetture e alberi
Ci sono anche alcune scene che risultano molto frammentarie e di difficile interpretazione.

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Generoso Urciuoli

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