Frammenti (3)

In assenza dei pomodori…si lanciavano i limoni! Questo è quel che avvenne durante la cerimonia della festa dei tabernacoli, quando Alessandro Gianneo, figlio di Giovanni Ircano, sacerdote asmoneo, fu oggetto di lancio degli agrumi da parte dei suoi oppositori. I limoni, in questa cerimonia, servivano a scopo rituale.

Seneca diceva che i gladiatori “Mangiano e bevono ciò che dovranno poi restituire con il sangue”… (Lettere a Lucilio, libro I, 37).

 

Vini particolari a Roma..l’ ‘Absinthium romanus’ era simile al vermut e si otteneva dal vino di Camerino, mentre il ‘rosatum sine rosa’ si otteneva dal mosto fresco a cui venivano aggiunte foglie di cedro in infusione…

 

Il ‘garum piperatum’ era il garum aromatizzato al pepe, l”oneogarum’ al vino, secco o dolce, l”oxigarum’ all’aceto, l”oleogarum’ all’olio, l”idrogarum’ allungato con l’acqua.

Sono dolci e piacevoli quelle leccornie che non sono dolci di miele, giacché il dolce non va d’accordo con una facile digestione” (Macrobio, Saturnali, II).

Il ciceone’, una bevanda a base di farina d’orzo, acqua e aromatizzata con menta o timo…secondo Eraclito “la bevanda sacra che se non è agitata, si disgrega”…la bevanda associata ai misteri eleusini, quella che Demetra preferì al vino alla corte del re di Eleusi, quando chiese “acqua con farina d’orzo mescolata a menta delicata”..

Plinio, Varrone, Aristotele ci parlano di una prelibatezza delle mense più ricche..il ghiro. Generalmente veniva arrostito o cotto alla brace e condito con salsa di miele e papavero…

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