Tut e il mistero della maledizione

Un vecchio e saggio proverbio dice: “Scherza con i fanti, ma lascia stare i santi”.  Il significato è ovvio perché tutto quello che in qualche modo è extra, è lontano dal nostro mondo terreno è avvolto da un giustificato o irrazionale alone di mistero e rispetto. Nonostante siamo nel 2014, una vena di superstizione distaccata esiste in tutti noi, tranne forse per i più cinici, razionali e tristi iperlogici.
La storia dell’Uomo ci insegna che una serie di accadimenti non riescono necessariamente a essere spiegati con la mente e non proprio tutti i fenomeni sono riproducibili in laboratorio; esiste una sfera grigia non facilmente spiegabile.
Con una premessa sullo stile: “non ci credo, ma non si sa mai”, seguita da un sorriso a metà tra il “non ci credo, ma non si sa mai”, ci si avventura in questo piccola (e senza scopo) indagine sulla famigerata “maledizione di Tutankhamen”. Non si esprime nessun giudizio, si riportano solo i fatti raccontati negli anni e che hanno alimentato e radicato, nell’immaginario collettivo, questa maledizione .
Non si parte dall’inizio, ma da un certo punto e per la precisione dal 1972 .
Il British Museum stava organizzando una mostra sui tesori della Tomba di Tutankhamen. A cinquanta anni esatti dalla scoperta della tomba e della maledizione ad essa connessa, il corredo funerario del giovane faraone della XVIII dinastia, stava per volare oltremanica.
Le fazioni tra i “maledizionisti” e i “razionalisti” erano ben delineate; supportata dalla stampa internazionale, dal 1923 in avanti, ovvero dalla morte di Lord Carnarvon, avvenuta sei mesi dopo il suo ingresso nella tomba (in qualità di finanziatore della missione guidata da Howard Carter), le notizie sull’esistenza della maledizione fecero il giro del mondo.
Senza dubbio rientrava nei “razionalisti” il dott Gamal Mehrez, Direttore delle Antichità Egizie, che riteneva le morti presunte legate alla maledizione delle pure coincidenze. Con ogni probabilità, anche la sua dipartita sarà da legare alle coincidenze in quanto morì la notte dopo aver provveduto, come il suo ruolo prevedeva, a sovrintendere agli imballi dei reperti ritrovati nella tomba prima del loro trasferimento in Inghilterra per la mostra sui tesori del giovane faraone. (continua….forse 🙂 )

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...