Un banchetto di nozze

Vi presentiamo la ricostruzione di un banchetto di nozze realizzata in collaborazione con Luciana Simini.
È stato oggetto di analisi il IV libro dei Deipnosofisti di Ateneo di Neucrati, erudito greco vissuto nel II – III d.C.
Il banchetto venne indetto per le nozze di Carano di Macedonia (probabilmente da collocare nel periodo successivo alla morte di Alessandro Magno) a cui prese parte Ippoloco di Macedonia.
Festa ristretta a solo venti invitati (così parrebbe) che non appena accomodati ricevettero in omaggio delle coppe d’argento ma, ancora prima di entrare, vennero incoronati con dei fermagli d’oro per capelli
Dopo aver bevuto dalle coppe,vennero offerti loro dei pani grandi quanto un vassoio, furono servite carni di polli, anatre, colombacci e un’oca. Immaginiamo il pollo preparato nel seguente modo: bollito e con salsa. Dopo aver triturato finemente della maggiorana, del prezzemolo e del vino, creare una salsina da versare sul pollo, utilizzando anche il brodo di cottura e del miele.
Suonatrici di aulo, cantatrici e suonatrici di sambuca (strumento musicale di forma triangolare che produceva suono pizzicando le corde) allietavano il pasto. Ad arricchire l’intrattenimento entravano nella sala altre fanciulle recanti due boccette di profumo che offrivano ad ogni convitato
Entrano in sala vassoi con maiali arrostiti, disposti in posizione supina di modo da mostrare la pancia che è piena di tordi e matrici di scrofa, beccafichi con sopra tuorlo d’uovo, ostriche e pettini. E dopo aver bevuto ancora, ognuno riceve un capretto bollente.
Poi ancora danzatori, giocolieri, donne che facevano acrobazie sulle spade e lanciavano fuoco dalla bocca. Quando questi ebbero finito agli invitati spettava un’altra bevuta di vino che veniva chiamato “caldo”, perché di elevata gradazione alcolica e dopo questo altri vassoi di pesci arrostiti di ogni genere e pani della Cappadocia (pane molto soffice, impastato con olio e latte), ed ovviamente ancora brindisi con vino.
Un pesce spada poteva essere presente e, come raccontato da Ateneo in un altro libro, poteva essere preparato nel seguente modo: a tranci cotti alla griglia e bagnati, durante la cottura, su entrambi i lati, con un’emulsione di olio e timo, cosparsi poi di maggiorana.
La fine del banchetto era segnalata da un suono, ma prima del termine vi era il dessert costituito da ogni tipo di pasticceria compresi dei dolcetti preparati con un impasto con semi di sesamo e formaggio fresco, miele, farina, a forma di palline e fritte nell’olio di sesamo o di oliva.

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