prima o poi…acquacotta

“[le tombe] ..erano scavate nella roccia, quando questa lo permetteva, od erano costruite in pietra, tufo o nenfro, in superficie, a forma di tumulo. Mentre i Romani costruivano i monumenti funerari fuori terra e ben visibili, normalmente lungo le vie consolari, gli Etruschi, come la maggior parte dei popoli antichi, cercavano in ogni modo di nascondere le loro necropoli…

interno di una tomba

…Se costruita in superficie, la tomba era ricoperta da un tumulo di terra che ne nascondeva la presenza. Altro fatto che avvicina l’aspetto delle tombe etrusche a quelle di altri popoli, specie degli Egizi, era che queste prendevano forma ed aspetto delle case dei vivi, qualche volta perfino venivano scavate a forma di tempio, come le tombe rupestri di Norchia, a significare, molto probabilmente, che questa era la sepoltura di un personaggio di casta sacerdotale e dei suoi familiari.” George Dennis, grande archeologo inglese dell’800 in “Città e Necropoli dell’Etruria”

Ecco nuovamente gli Etruschi. Strada facendo con Archeoricette ci siamo imbattuti in diverse antiche  civiltà che presentano, almeno sulla carta,  un’organizzazione delle cucine molto articolata con l’impiego di personale specializzato: sembrerebbe così anche  per gli Etruschi  a partire dalla presenza del “direttore di mensa” che gestiva e coordinava i banchetti.

Direttamente agli antichi Etruschi si fa risalire il famoso piatto dell’”acquacotta”.  Molte sono le varianti che si realizzano e che prevedono anche l’utilizzo del pomodoro. Nella ricetta che seguirà, invece, sempre nell’ottica del filologicamente accettabile, non è stato usato il pomodoro.

 Preparazione: le fette di pane andranno tostate e messe nei piatti. Mondare lo spicchio di aglio, affettare la cipolla, il sedano e la carota e mettere tutto  ad appassire con l’aglio e al pepe in un tegame di coccio nel quale si è fatto intiepidire l’olio.
Far insaporire a fuoco moderato, mescolando spesso, finché non é necessario bagnare. Versare su questo soffritto 1,5 litri di acqua bollente e far cuocere per trentaminuti circa.
Rompere uno ad uno le uova dentro a un piattino facendo attenzione a manter integro il tuorlo. Versare l’uovo uno alla volta dentro alla pentola con la zuppa bollente.  Abbassare la fiamma e cuocere le uova “in camicia” per 3 minuti.
recuperare le uova con il mestolo forato e deporne una su ciascuna fetta di pane abbrustolito; cospargere con il pecorino e coprire con la zuppa calda.

 Ingredienti: 4 uova, 1 cipolla, 1 carota, 1 gambo di sedano, 1 spicchio di aglio, 4 fette di pane toscano, 1,5 litri di acqua, 4 cucchiai di olio extra vergine di oliva, 4 cucchiai di pecorino toscano (o altro pecorino dolce) grattugiato, sale qb, pepe qb.

(nella foto: interno tomba (350-325 a.C.) dalla necropoli della Banditaccia, Cerveteri. Interessanti i pilastri con rilievi stuccati di utensili)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...