Il mondo in un dolce ( almeno una vasta area geografica).

Il baklava, il famoso dolce caratterizzato dal trito di noci e pistacchi, ci è di grande aiuto per individuare un processo tipico che un cibo (in questo post cibo inteso come un piatto realizzato seguendo una “ricetta”) subisce nel momento in cui viene casualmente sperimentato; è un processo particolare che gli consente di sopravvivere per millenni indipendentemente dal nome con cui viene chiamato strada facendo o dalle trasformazioni, non sostanziali, a cui è sottoposto nei trasferimenti territoriali e temporali.

images

Nasce casualmente per poi essere codificato in maniera “rigida” tramite una ricetta che non è comunque vincolante perché da questo nuovo ceppo nascono innumerevoli varianti.

In questa nostra storiella i tre punti fondamentali possono essere:

– la comparsa inconsapevole e realizzazioni non codificate ma diffuse e  tramandate attraverso i commerci e gli scambi e le conquiste territoriali ;

– il momento della codificazione e nascita di una presunta tradizione territoriale;

– la nuova diffusione e nascita di varianti con relativa appropriazione di nuove tradizioni territoriali.

In poche parole: la tradizione culinaria più che regionale sembra sempre universale.

 Un antenato illustre del baklava lo si trova in Mesopotamia. Qualche fonte attesta che già intorno all’VIII secolo a.C. veniva realizzato dagli Assiri, un miscuglio di noci tritate e miele posizionato tra sottili strati di pasta di pane, il tutto cotto poi al forno.

Dalla piana alluvo mesopotamica abbiamo la registrazione di un primo trasferimento nel bacino orientale del mediterraneo; viene poi citato in alcune fonti risalenti al II secolo d.C. anche se, in questo caso, non vengono menzionati i sottili strati di pasta caratteristici di questo dolce, ma solo l’impasto.

E’ indubbio che la probabile codificazione del dolce come lo conosciamo abbia un forte “debito” con l’impero ottomano e dalla cucina di corte che ha raffinato  questo dolce e lo ha diffuso.

Si estendono gli imperi, si estendono le abitudini alimentari.

 Ad oggi di  baklava esistono versioni greche, albanesi, bulgare, arabe, israeliane, persiane, armene, bosniache,  turche e le sottovarianti territoriali. In antichità? Anche!

 Ingredienti: 10 fogli di pasta phyllo grandi quanto la pirofila da utilizzare, 2 tazze e mezzo di noci tritate, 1 tazza di pistacchi, 200 g di burro fuso, 3 cucchiai di miele,3 cucchiai di zucchero,1 cucchiaio di cannella in polvere.

Per lo sciroppo: 1 tazza di acqua,2 tazze di zucchero,2 chiodi di garofano,una stecca di cannella

Preparazione: mescolare le noci, i pistacchi, lo zucchero, il miele e la cannella. In una pirofila rettangolare, mettere 5 fogli di pasta phyllo, spennellando di volta in volta ognuno con del burro fuso. Versare sopra il trito di noci e pistacchi. Ricoprire con altri 5 fogli (anche questi andranno spennellati di burro) compresa la superficie dell’ultimo. Infornare a 160°-180°C per circa 30 minuti .

Lo sciroppo lo si prepara versando tutti gli ingredienti in un pentolino e facendo sobbollire per circa 15-20 minuti a fuoco basso.

E’ passi realizzare un’incisione sull’ultima sfoglia con un coltello per creare dei rombi…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...