Zuppa di agnello e farro

Sul prossimo numero di Egittologia Magazine, sarà presente un mio articolo sulle “incomprensioni” egizie, ossia su quel modo consolidato di usare l’immaginario collettivo come unico filtro di interpretazione della civiltà nilotica. Qual è la causa? La pigrizia. E chi leggerà l’articolo ne capirà il perché. L’immagine che abbiamo degli antichi abitanti della valle del Nilo e zone limitrofe è fortemente plasmata dai monumenti giunti fino a noi, dalle rappresentazioni e dai documenti redatti direttamente da loro: il risultato? Immobilismo, pacifismo, tutto bello.

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Una civiltà granitica per tremila anni di storia. Basta però pensare alle fondamenta di quella civiltà: economia realizzata sull’agricoltura e sul sistema di irrigazione. Per tenere attivo un tale sistema, non basta l’ideologia, ci va un forte controllo da parte di chi detiene il potere, anche con i mezzi più coercitivi. Per non parlare della realizzazione di monumenti che attestano la magnificenza e il potere del sovrano.

Accanto a questo aspetto un po’ scuro della gestione del potere e della precisa volontà di controllare ogni aspetto dell’economia, si affianca un elemento per noi interessante: la vastità di documenti redatti a tale scopo, essenziali per la nostra conoscenza. Ad esempio la Pietra di Palermo (frammento di una lastra in basalto nero della V dinastia) che attesta una riorganizzazione dei terreni adatti all’agricoltura nella zona del Delta o altri documenti sulle forniture di prodotti alimentari.

pietra di palermo

La necessità di manifestarla propria magnificenza si declinava anche con il possesso di elementi “esotici” di altri paesi; ingordigia che permise l’ingresso tramite commerci  di piante a uso alimentare, ad esempio l’ulivo o  l’olio d’oliva. Giusto per esemplificare.

Proposta di ricetta: preparare un brodo con la carne d’agnello tagliata a cubetti e alcune ossa spezzate, fare bollire, insaporite con sale e pepe macinato, lasciare cuocere a fuoco dolce per un paio d’ore; una ventina di minuti prima della fine della cottura, aggiungere il farro che sarà preparato nel seguente modo: tostato  per tre  minuti in una casseruola con aglio, olio a fuoco medio.

Tostiamo le fette di pane e le sistemiamo  sul fondo di una zuppiera piuttosto ampia. Sul pane verseremo un sughetto realizzato con del burro e spicchi d’aglio schiacciati e dell’aceto.

Al termine della cottura dell’agnello e del farro, versiamo il brodo e il suo contenuto nella zuppiera che verrà servito con l’aggiunta di un filo d’olio e un pizzico di cumino.

Ingredienti: 400 g carne magra d’agnello, alcune ossa di agnello, 50 g  farro , 6 fette Pane bianco, 60 g Burro, 3 spicchi Aglio, 4 cucchiai Aceto, q.b. Sale, q.b. Pepe nero, cumino, Olio.

shurba

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