Archeoricette

Quando è stato scritto il primo post di Archeoricette, l’approccio era quello di, in poche righe, raccontare uno dei tanti aspetti legati alle antiche civiltà e in particolare: le abitudini alimentari. Il  post si era trasformato in una ricetta con un contorno storico per contestualizzare il tutto ma  Archeoricette  non è un progetto di “cucina” (in accezione contemporanea), anche se lo è.

Il primo “ricettario” della storia proveniente dall’area Mesopotamica non porta con se nessun dato relativo alla quantità degli ingredienti o ai tempi di cottura.

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Stessa cosa nel più “recente” lavoro di Apicio. Sembra quasi che  queste informazioni non fossero fondamentali da trasmettere  a tutti, perchè appartenenti solo agli addetti ai lavori che si tramandavano con il saper fare “i segreti” del loro mestiere.  Esistonoe le classiche eccezioni che confermano la regola, ma sono poche. Ecco che Archeoricette, anche con le ricette vere ricostruisce,  grazie all’analisi del contesto, degli assemblaggi verosimili o “filologicamente” accettabili:  insieme al “racconto” e alla ricetta, vengono date le dosi e i tempi di cottura. Questo finalizzato alla traduzione o sperimentazione attuale. Per essere “onesti” da un punto di vista intellettuale,  essendo gli argomenti centrali il cibo e le combinazione degli alimenti tra di loro (ricette) desunte dall’antichità e dai contesti archeologici, non si vogliono inventare dei dati che non sono stati tramandati.

focaccia-cipolle setyr

Archeoricette però non nasce per essere una “rievocazione storica” e il suo autore ha ben chiaro il confine tra comprensione e adattamento, ricostruzione e rielaborazione, studio filologico e lavoro che si concretizza sui fornelli: se possono essere ricostruiti i contesti con una relativa credibilità è praticamente impossibile la traduzione sul piano pratico dell’esperienza dei sapori. Sono cambiati gli alimenti (anche se sempre gli stessi) sono cambiati gli attrezzi (anche se sempre gli stessi). 

Essendo consapevoli che la fedeltà filologia non sia l’elemento principale per rievocare un’emozione o un gusto, il tentativo è di fornire diversi spunti per comprendere “come poteva essere” : ecco il perché del contorno storico che accompagna ogni ricetta.

hummus

Comunque buon appetito!

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