X all’etrusca

A Orvieto nella Tomba Golini I ci sono delle interessanti raffigurazioni parietarie di scene per la preparazione di un banchetto. Tale sepoltura risale  alla metà circa IV secolo a.C. e ci troviamo nel “mondo” etrusco. Civiltà affascinante, poco conosciuta su cui c’è ancora molto da scoprire. Le abitudini alimentari degli etruschi sono state tramandate da autori romani: quali Marziale, Giovenale, Plinio.

Nella ricostruzione di quello che avrebbero portato a tavola in quel banchetto, usiamo uno degli alimenti raffigurati nella tomba e, nello specifico, uno dei due volatili. L’altro elemento protagonista, lo recuperiamo da un’altra sepoltura:  la tomba “delle olive” ritrovata a Cerveteri risalente al VI sec a.C.

Va evidenziato che tra le specie domestiche da cortile erano presenti: columbidi, fasianidi e anatidi. Trattandosi di carni non del tutto simili, lasciamo a voi la scelta. Nella ricetta useremo un generico “X”

Ingredienti:  1 “X”,  una cipolla piccola, , 1 ciuffo di prezzemolo, 15 olive verdi,
15 olive nere, 15 bacche di ginepro, 3 foglie di salvia,  1/2 bottiglia di vino bianco, olio d’oliva,  sale

Tritare e fate rosolare la cipolla e il prezzemolo con l’olio a fuoco lento per non bruciare il prezzemolo, unire  “X” precedentemente preparato e diviso e far rosolare per 5 minuti, versare il vino bianco, le olive, la salvia, le bacche di ginepro, poi salare a piacere e portate a cottura facendo evaporare tutto il vino.

rice_anatra_olive

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