Curiosità

Una notizia che cambierà le nostre abitudini alimentari: prima del riso il sagù, questo il risultato delle ricerche di Xiaoyan Yang della Chinese Academy of Sciences in Beijing, Cina. Sulla costa meridionale della Cina, prima che la coltivazione di riso diventasse prevalente, il sagù ebbe un ruolo fondamentale come alimento.  L’analisi condotta sui granuli di amido risalenti al Neolitico e trovati sugli utensili litici fanno propendere gli studiosi per il consumo diffuso dei prodotti ricavati dalle palme e tra questi il sagù (fecola alimentare che si estrae dal midollo di determinate specie di palme) . L’alimentazione era integrata da ghiande, radici d’acqua dolce e tuberi.   

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Tracce di natron, ritrovate nelle abitazioni di Deir el Medina (il villaggio degli operai, artigiani, capo mastri, etc, impegnati nella Valle dei Re per la costruzione delle tombe dei faraoni della XVIII, XIX e XX dinastia) fanno propendere per l’uso di questo sale anche in ambito culinario. Il natron era impiegato soprattutto nella pratica dell’imbalsamazione per essicare i tessuti.

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La nascita dell’agricoltura, secondo alcuni ricercatori di un team costituito da studiosi dell’Università di Harvard
e della Bar-Ilan University in Israele, sarebbe avvenuta intorno al 9400 a.C. , grazie al fico e alla sua domesticazione! . Nel sito archeologico di Gilgal I, a 15 km a nord di Gerico, sono state rinvenute le tracce che hanno consentito di formulare questa ipotesi.
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Esiste un lichene, molto diffuso in Medio Oriente, che cresce sul suolo e che forma diversi strati che possono raggiungere molti centimetri di spessore. Il vento trasporta questo lichene anche a diversi chilometri di distanza. Il fenomeno a cui si può assistere è una pioggia, la pioggia di manna. Stiamo parlando della Lecanora esculenta, detta anche il lichene della manna. E’ un alimento e viene utilizzato.

manna

I ricercatori della Oxford University, coinvolti in un nuovo studio sulle abitudini alimentari dei “nostri antenati”, hanno scoperto che la dieta praticata 3,5 milioni di anni fa circa in Africa centrale era costituita principalmente da erbe tropicali e carici. Non è stato escluso a priori l’assenza di carne o di grasso animale.

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Nel mondo Egeo durante il periodo del Bronzo Antico è attestata una coltivazione intensiva di Vicia ervilia (veccioli), un legume (parente della più nota fava).

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Particolarissime “polpette”: mais, fagioli e zucca cotti in un involucro di argilla. Questo il risultato dalle analisi condotte su queste “polpette” Maya del 900 a.C. Tutto fa propendere per una tecnica particolare di cottura ma nulla esclude, viste le proprietà dell’argilla che fosse un ingrediente vero e proprio.

polpette maya

Cibo ritrovato nel 2010 in una sepoltura cinese di 2000 anni fa circa: noodles (a – d), torte (b – c), porridge (c- f). Cimitero di .Subeixi,distretto Turpan Di Xinjiang, Cina.

cibo da tomba cinese

La soia è stata coltivata in Cina in epoche molto antiche con attestazioni certe già nel 3000 a.C. Fu classificata nella categorie delle piante sacre insieme al riso, il frumento, l’orzo e il miglio. Ha un elevato contenuto proteico.

A Tirinto, antica città dell’Argolide, in Grecia, durante il periodo del Bronzo Medio, compare il succulento melone (Cucumis melo).

melone

Nei locali di tendenza le chiamano le “consumelle”, riservate a ospiti particolari oppure ai dj. Ma anche in questo caso, non ci siamo inventati nulla. Nell’area del tempio di Bel a Palmira sono state trovate placchette di terracotta che venivano utilizzate come biglietto d’invito al banchetto. Queste tessere potevano avere forme differenti e su alcune di esse (le antenate della “consumella”) la presenza di un’iscrizione attestava il legame tra il banchetto ed il consumo del vino previsto per l’ospite: “una misura e mezzo di vino durante il banchetto”.

Nell’antichità l’utilizzo della carruba è frequentemente attestato sia dalle fonti scritte sia dai reperti archeologici. Le famose carrube rinvenute nella preziosissima tomba di Ka (Deir el Medina, XVIII dinastia, Egitto) o quelle rinvenute a Pompei, ne sono la testimonianza materiale diretta. A cosa servivano? Dalla più nobile preparazione del vino al cibo per gli animali, fino al sostentamento degli asceti nel deserto o del “figliol prodigo”. La carruba viene utilizzata ancora come addensante. Da sapere: le carrube sono un alimento privo di glutine e che quindi possono tranquillamente essere consumate da chi soffre di celiachia.

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Il monococco (Triticum monococcum) è una pianta delle famiglia delle graminacee e, allo stato attuale delle conoscenze, è il primo cereale addomesticato dall’uomo nella zona del Medio Oriente. Anche se panificabile, non lievitava molto.

A Megiddo, una delle antiche città di Canaan, sita sulla via che dall’Egitto portava alla Mesopotamia e che rappresenta uno dei siti più interessanti dell’area palestinese, sono state ritrovate delle bacchette per cibo. Si, proprio quei bastoncini che dalla Dinastia Shang (XVI sec. a.C) venivano utilizzati da diverse popolazioni asiatiche per mangiare. Questo ritrovamento ha fatto propendere diversi studiosi sull’esistenza di scambi commerciali o contatti con la Cina. Una rondine non fa primavera,ma è un indicatore interessante.

No sale, no gusto! A partire dal Neolitico, il sale iniziò a essere usato come conservante e, solo successivamente, fu usato come supporto del “gusto” a tal punto da renderlo indispensabile nella cottura dei cibi e per il sapore degli alimenti.

Dal Periplo del Mare Eritreo (autore anonimo probabilmente del I sec. d.C.) veniamo informati che il grano e il riso venivano scambiati lungo le rotte del Golfo Persico e del Mar Rosso: la provenienza di tali alimenti erano le regioni dell’Ariacia (Afghanistan meridionale) e di Barigozzo (Barygaza, porto della costa occidentale dell’India). Destinazione: penisola Araba.

Il silfio era una pianta, con ogni probabilità estinta, che cresceva in una zona ristretta della costa cirenaica, l’attuale Libia. Era un elemento talmente fondamentale per l’economia di Cirene che la rappresentazione di questo vegetale era presente sulle monete d’argento.I Greci utilizzavano spesso la pianta come digestivo o più semplicemente come spezia.Come medicinale, questa specie di “finocchio gigante”, poteva essere un rimedio contro la tosse, l’influenza o contro le verruche.Principalmente inserito nelle ricette come spezia usata sia con i vegetali sia con le carni e , in particolare, arrosti e trippa. Senocrate, invece lo indicava come un ottimo ingrediente per cuocere “l’uovo di mare”.

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Noi la facciamo facile! Siamo all’ora di pranzo e dobbiamo accendere i fornelli. idee? Plinio il Vecchio ci lascia degli ottimi consigli in merito. Per generare la scintilla si potevano strofinare velocemente tra loro dei ramoscelli oppure una pietra focaia a contatto con un’altra pietra o a un chiodo . A innescare la fiamma potevano essere foglie secche, zolfo oppure una qualità di funghi secchi. Uno specchio metallico rivolto verso il sole poteva generare una fiamma, ma questo sistema era sicuramente più complicato e poco utilizzato. Lo stesso effetto, secondo Plinio il Vecchio, si creava mettendo al sole una sfera di vetro riempita di acqua. Una volta acceso si faceva attenzione a non far spegnere il fuoco. Oppure, come si fa ora (quando per esempio finisce il sale o lo zucchero), si bussava alla porta per “prendere un po’ di fuoco” dai vicini.

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