Che giorno è oggi? Deliri di fine anno (ma quale anno?)

Che giorno è oggi? Se questa domanda all’apparenza è considerata una semplice domanda, a tal punto da essere posta a chi ha appena subito uno shock per capire se è in se o meno, nella realtà dei fatti risulta essere di una difficoltà inaudita; a tal punto che verrebbero le vertigini.
Se qualcuno rispondesse: “dipende” forse si avvicinerebbe alla realtà. Ma se qualcuno avesse il coraggio di rispondere: “non ne ho la minima idea” quello si, che sarebbe un saggio.
In questi giorni di mayadipendenza è venuto fuori di tutto sul discorso del 21 dicembre. Chi aveva proposto quella data, con buone possibilità ha realizzato tutte le conversioni possibili per identificarla (esattamente come ho letto in queste ore l’articolo di Messori sulla certezza matematica del 25 dicembre) ma, fosse così facile, le nostre certezze sarebbero maggiori su tutto…e invece, dobbiamo continuare a vagare tra ipotesi ammantate di certezze.
Ad esempio, partiamo dal calendario ebraico (lunisolare) che conta gli anni a partire dalla presunta data della creazione del mondo, calcolata dalla tradizione rabbinica al 3760 a.C. Precisamente l’anno 1 inizia il 6 ottobre 3761 a.C.; la creazione viene posta al 25 Elul o 25 Adar di tale anno (22 settembre o 29 marzo 3760 a.C.). Perciò ad esempio nel settembre dell’anno gregoriano 2013 inizia l’anno ebraico 5774. Ma i mesi, in questo calendario sono variabili, esattamente come lo sono sempre stati in altre civiltà che strada facendo aggiustavano un po’ i giorni. In altre, invece, la divisione del tempo rimaneva fissa a tal punto che le stagioni non coincidevano più con il calendario (cosa che stiamo vivendo in realtà anche noi, ma questa è un’altra storia).
Gli antichi Egizi si basavano sulla coincidenza della levata eliaca della stella Sirio con il sorgere del sole. Da li si partiva con il nuovo anno costituito da 12 periodi di 30 giorni con l’aggiunta di cinque giorni alla fine di ogni anno.
Nel 250a.C. gli astronomi tolemaici aggiunsero sei ore ai calcoli precedentemente fatti, in modo tale che l’anno, per la precisione, durasse 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 46 secondi. A questo si aggiunse anche un giorno ogni 4 anni. Modifica questa assimilata anche da Giulio Cesare nel 46 a.C.
Da li in avanti, l’unica variazione fatta al calendario “giuliano” fu compiuta da Papa Gregorio Magno nel 1582, che, attenendosi al consiglio dei suoi astronomi non rese bisestili gli anni che sarebbero finiti con 00. Bene, questo calendario (solare) è in uso in tutto il mondo ancora oggi.
Poi c’è il calendario islamico (lunare) calcolato a partire dal 622 d.C (ma per loro era l’anno 1).
In questo mare magnum di certezze, bisogna anche aggiungere (ma magari ormai è un dato certo, e io non lo so) che il nostro anno 0, quello del calendario Gregoriano, è proprio lo 0 o il 4 o il 6 a.C. ?
Come sempre, in questi casi mi vengono in mente gli antichi Egizi che la risolvevano in modo semplice. Morto un faraone, si ripartiva da capo! E se poi a lungo andare l’inverno coincideva con l’estate, nessun problema e nessuna catastrofe, stava capitando!
Per orientarci abbiamo bisogno di convenzioni, ma le convenzioni sono certezze fittizie…forse!
Ma il solstizio, avviene puntuale? Agli astronomi degli anni 2000 e dintorni l’ardua sentenza.

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