Magi, re e catacombe!

La presenza dei tre magi nella narrazione della nascita di Cristo porta immediatamente una ventata di mistero, magia e fascino esotico.
I magi, storicamente, sono delle figure legate alle sfere magico religiose del popolo dei Medi, detentori di conoscenze misteriche e che, spesso, velati, son presenti nelle scene anche dei re achemenidi nell’atto di ricevere tributi dai satrapi sottomessi al “re dei re”.Tale scena vede, oltre i tributari in fina alla presenza del re, quella di personaggi di sua fiducia, posizionati dietro le sue spalle, tra cui un uomo velato, con la faccia coperta, interpretato come un mago.

Cosa ci fanno tre magi al cospetto del bambinello come portatori di “tributi”?
Sin dai tempi del cristianesimo delle origini i tre magi hanno rivestito un ruolo fondamentale. Anche le rappresentazioni della nascita portano spesso la presenza di queste figure avvolte nel mistero.
Una delle prime (forse la prima) raffigurazioni della c.d adorazione dei magi ê presente all’interno della catacomba di Priscilla, a Roma, con una datazione al 250 d.C. : un affresco che diventerà un canovaccio per le successive rappresentazioni della natività di Gesù.
Ma chi erano questi magi?
La Bibbia, nel nuovo testamento, ce li presenta come tre re: il re di Persia, Melkon; il re d’India Gaspar e il re d’Arabia , Baldassar.
Non bastava riportare semplicemente il loro status di sovrani ” sottomessi” (il fatto che andassero alla presenza di un altra figura recando doni o tributi è già di per se un indicatore di sottomissione e riconoscimento del potere)? Perché attribuirgli anche la funzione di “magi”?
Con ogni probabilità si doveva far riconoscere anche il potere spirituale e la conseguente attribuzione divina al neonato e non solo il suo potere terreno.
Il mio pensiero su tutto ciò (semplificando in modo esagerato)è che l’aspetto pauperistico che una certa chiesa ha sempre cercato di dare è alquanto distante dalla necessità che avevano i compilatori dei primi testi di rimarcare l’aspetto regale e divino del messia giunto. Delle due l’una: o il bambinello era realmente figlio di un “medio borghese” artigiano, di basso profilo, ma a quel punto bastava solo che i magi riconoscessero il suo essere divino ( ma all’epoca divinità e povertà non coincidevano tanto) o il piccolo sovrano nascente era a tutti gli effetti un re e messia e l’ambientazione della grotta e di tutto il resto, come dire forse stride un po’. Ma che, come sempre, le “forzature” umane per direzionare le teorie hanno la tendenza inconsapevole (mah) di svuotare del reale significato i fatti!

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